Le origini dell'olivo si confondono con quelle della civiltà del mediterraneo. Sia la pianta che lo stesso olio sono stati rivestiti di una sacralità che accomuna la mitologia greca al Corano e che dalla stessa Bibbia è passata nelle pagine del Vangelo. Vuole la leggenda che fosse Aristeo, figlio di Apollo, ad intuire per primo la ricchezza della pianta così cara a Minerva, imparando a spremere l'olio dai frutti; e che sempre lui la diffondesse in Grecia e poi nelle colonie greche del sud Italia.
In effetti l'olio di oliva, unico alimento fondamentale che derivi da un frutto si può considerare un concentrato di ricchezza tale che agli uomini del terzo millennio a.C. doveva naturalmente sembrare affine alle sfere divine.
Da oltre cinquanta secoli si ottiene spremendo le olive macinate e quindi separando l'olio dall'acqua di vegetazione. E' in questo semplice processo meccanico che risiedono le qualità alimentari dell'olio; infatti tutti gli altri oli (quelli di semi) si ottengono con processi chimici, per cui non è consentito parlare di prodotti naturali. Di contro l'olio extravergine è un prodotto naturale ottenuto dalla sola spremitura delle olive.
L'olio di oliva contiene principalmente grassi (98-99%), solo una piccola parte (1-2%) è costituita da altre sostanze come la vitamina A, D, K ed E, quest'ultima dotata di netta attività antiossidante. Sono assenti in questo alimento sia le proteine che gli zuccheri. A differenza degli oli di semi, il grasso maggiormente presente nell'olio di oliva è l'acido oleico, che gli attribuisce una buona resistenza alla cottura.
Solo recentemente l'olio extravergine di oliva ha ottenuto il giusto riconoscimento che gli compete per quanto riguarda le sue capacità nutrizionali e salutistiche. Basti pensare che ha una composizione biochimica del tutto simile a quella del latte materno. Ma andiamo a vedere quali sono le capacità benefiche dell'olio extravergine di oliva: