La superiorità dell'olio extravergine d'oliva nella tradizione culinaria mediterranea trova conferma nei risultati delle più attuali ricerche scientifiche: tra i diversi grassi da condimento l'olio extravergine è sicuramente il principe. Sia crudo che per la cottura è ideale per genuinità, digeribilità, apporti nutrizionali e ricchezza di gusto. Usato crudo, può essere scelto nel tipo più idoneo al piatto desiderato, così come per i vini.
Ad esempio per fare una buona maionese ci vuole un olio dal sapore delicato, che si armonizzi con gli altri ingredienti, mentre per il pinzimonio, bruschette o zuppe di legumi è necessario un olio dal gusto fragrante. Le potenzialità di cottura dell'olio extravergine sono praticamente inesauribili: in soffritti, brasati, stufati, arrosti, sughi e ragù influisce sul sapore, favorisce una cottura morbida e conserva anche cotto le proprie qualità.
Un buon fritto è una delizia, ma sicuramente è il risultato di una vera e propria arte; i cibi devono essere dorati e croccanti ma non imbevuti del grasso di cottura. Ecco le domande più frequenti sulla frittura: Quante volte usare l'olio? Solo se si usa l'olio di oliva si riescono a fare fino a due o tre fritture in padella, questo grazie alla sua resistenza alle elevate temperature.
Dipende: moderata (130-145°C) per vegetali e altri alimenti in pezzi piuttosto grossi; elevata (160-170°C) per alimenti tagliati piccoli ripassati all'uovo e impanati; elevatissima (oltre i 170°C) per alimenti molto piccoli.
Gli oli di oliva reperibili nei vari punti vendita possono essere di tipo diverso, di seguito viene
fornita una sintetica classificazione: