La potatura consente di modificare il modo spontaneo di vegetare della pianta al fine di adattarla alla forma di allevamento prescelto. Altre funzioni sono quelle di mantenere la piena efficienza della chioma, regolare l’accrescimento e la distribuzione dei rami a frutto in rapporto alla tecnica di raccolta, favorire un elevato rapporto tra chioma e legno, permettere una buona circolazione dell’aria all’interno della chioma per evitare la formazione di condizioni favorevoli allo sviluppo dei parassiti, agevolare l’esposizione alla luce dei rami a frutto, ridurre gli eccessi di produzione per contenere il fenomeno dell’alternanza.
L’olivo deve essere potato nella fase di riposo vegetativo, e prima del risveglio. Di norma il periodo ottimale nei nostri areali è in febbraio, poiché da li a poco grazie all’aumento delle temperature, la pianta riprenderà a vegetare. Non è pertanto consigliabile potare subito dopo la raccolta, dicembre gennaio, poiché i rigori invernali potrebbero provocare seri danni alle ferite aperte. A seguito di interventi di ristrutturazione o risanamento, che comportano tagli accentuati, di norma la pianta reagisce emettendo un gran numero di polloni e succhioni; vegetazione che deve essere eliminata in tarda primavera o estate.
Gli organi cesori devono essere in perfetto stato, sia per ridurre i tempi che per effettuare tagli netti e privi di sfrangiature. La disinfezione degli organi cesori quando si finisce una pianta e prima di iniziarne un’altra, è cosa fondamentale nella prevenzione della diffusione di pericolose patologie vegetali. Si possono adoperare soluzioni a base di rame o ipoclorito di sodio (candeggina). La disinfezione dei grossi tagli, che hanno interessato le branche principali, è operazione che deve essere effettuata per prevenire l’insorgenza di fitopatie; si consiglia l’uso di mastici pronti all’uso oppure una soluzione di rame e colla vinilica. La sicurezza dell’operatore sulla pianta e sotto la pianta deve essere massima per prevenire infortuni sul lavoro, quindi si raccomanda l’uso dei dispositivi di protezione individuali quali casco, mascherine e pantaloni antigraffio, nonché l’uso di cavi di sicurezza se si sale sugli alberi, scale idonee allo scopo, dispositivi proteggi lame. Consiglio: la potatura è una pratica agronomica che, come le altre deve essere applicata correttamente. È possibile diventare buoni potatori solo acquisendo le nozioni di base che regolano la crescita e la produzione della pianta e maturando una buona esperienza. Si richiede soltanto competenza e professionalità e non doti di “esteti del taglio
accompagna il periodo improduttivo della pianta, ha lo scopo di formare il telaio che deve servire da sostegno agli organi vegetativi e alla produzione. Durante i primi anni i tagli dovranno essere leggeri, al contrario si potrebbe rallentare la crescita della pianta ritardandone l’entrata in produzione
Come effettuarla:
dopo la messa a dimora le piantine devono essere cimate a circa 100 cm , nel caso di oliveto da mensa 60-70, avendo cura di lasciare tutti i rametti che avranno funzione di pompa aspirante;
2° - 3° anno
in presenza di sviluppo stentato bisognerà eliminare tutti i rametti concorrenti con le branche principali; se viceversa la pianta si è sviluppata, si dovranno eliminare i rametti posti al disotto di 50 cm e gli eventuali succhioni;
3°- 4° anno - lo sviluppo delle branche principali è già avviato, quindi bisogna eliminare i rami concorrenti e quelli posti sotto di essi. Se non ci sono stati particolari problemi e se le varie operazioni sono state eseguite correttamente, le piantine, viste in sezione orizzontali si presenteranno così come riportato in figura.